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Frittata con gli zoccoli infradito PDF Stampa E-mail
Scritto da Gilberto   
Sabato 25 Maggio 2013 00:00
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ricetta rivisitata: frittata con gli zoccoli infradito

Esercizio creativo, o scombinatorio, ovvero delle combinazioni, associazioni caotiche, sino alle cotiche.
Suggestioni in ingresso: la frittata con gli zoccoli (piatto addirittura raccomandato nel programma della “Biennale Enogastronomica Fiorentina”). Piatto tradizionale dunque, ma per me la frittata non è il frutto di una ricetta, semmai di una tecnica, perchè la frittata è ... in mancanza di meglio, (esiste per sottrazione), è il grado zero della cucina, anche se il piacere, la bontà ad essa connessi, le danno una dignità di consumo sicuramente più alta della tecnica cucinaria occorrente a produrla. Gli zoccoli poi, più che calzature, sono soltanto epiteti e quindi sinonimili di bifolchi e similari. Così l'accoppiamento di frittata e di zoccoli mi fa venire in mente soltanto gli “zoccoli infradito” dal pezzo dei Gatti Mezzi in soundtrack. Zoccoli per piedi ineleganti che così diventano, nella mia immaginazione,  piedi di porco, un'ineleganza a forzare il senso, a scardinarlo. Un atto brutale, di nuovo inelegante. Poi i piedi di porco hanno lo zoccolo diviso, quindi non si possono mangiare (levitico vv. 1-6*). Ma zoccolo diviso ottimo per infradito, di nuovo soundtrack.

La ricetta non poteva essere altro che: la "Frittata con gli zoccoli infradito".

 

 

 


Per chi non conoscesse la ricetta della regolare frittata con gli zoccoli, diciamo che è una semplice frittata con tocchetti di rigatino (o pancetta stesa), appunto gli zoccoli. Invece per la nostra ricetta useremo dei piedini di maiale. Per 4 persone: 4 uova , 1 o 2 piccoli zampetti di maiale, olio sale e pepe. Pulite accuratamente gli zampetti, fiammeggiando i peli superflui (se volete esagerare nella truculenza estetica, saltate questo passaggio). Spaccateli in due e bolliteli in abbondante acqua salata per un paio d'ore. Scolate e, disossando, recuperate tutte le altre parti che taglierete a listarelle. In una padella di ferro saltatele per qualche minuto. Aggiungete le uova e procedete come per una frittata classica. Servire accompagnando con un Montescudaio rosso delle terre dei “Gatti Mezzi”

Soundtrack, il testo:

Le 'ollane di du' etti
sono simboli ormai netti
caratteristïa palese
della gente livornese

abbronzato di Dicembre
gaio anche ir due Novembre
non mi chiedere perché
faccian tutti Karatè

ma dove le 'omprate
le magliette di Mandrake
di 'olori sempre pieno
amerïano del Tirreno

e guardando i quattro mori
tristemente ti consoli
mentre ir tuo pensiero corre
a chi ‘nvece cià la torre

ma non porre ‘r paragone
son du’ tipi di persone
per fortuna non uguali
i pisani e i portuali

guarda là 'ome sei vestito
ciai li zoccoli ‘nfradito
sullo Scarabeo contento,
co’ capelli biondi ar vento

 



*Poi l'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo loro:

 

"Parlate ai figli d'Israele e dite: Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra.

Potete mangiare di ogni animale che ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso e che rumina.

Ma fra quelli che ruminano e fra quelli che hanno lo zoccolo spaccato, non mangerete questi: il cammello, perché rumina, ma non ha lo zoccolo spaccato; per voi è impuro;

il coniglio, perché rumina, ma non ha lo zoccolo spaccato; per voi è impuro;

la lepre, perché rumina, ma non ha lo zoccolo spaccato; per voi è impura;

il porco, perché ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso, ma non rumina; per voi è impuro.

Non mangerete della loro carne e non toccherete i loro corpi morti; per voi essi sono impuri.

 


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Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Marzo 2015 19:05
 
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