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IL BUDINO DI RISO DOPO BELEM PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da barbara   
Domenica 03 Ottobre 2010 11:32
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il fascino del pasteis

lisboa

Lisbona é stata la penultima tappa di un viaggio a dir poco vorticoso e poco congeniale al nostro modo di "viaggiare" ma, una serie di contingenze (le ferie dimezzate del nostro amico Livio), ci ha visto affrontare questa prova  con onore, decidendo anche un inesorabile mai più.
Abbiamo fatto in macchina non so più quanti chilometri, divorati con sicurezza e audacia quasi tutti da Livio, non per farsi perdonare ma perché guida lui e a noi non ci pareva il vero. Da lui e dalla suadente voce selezionata per la "navigazione", suono disinnescato solo sulla via del ritorno, all'imbocco dell'autostrada per colpa di troppa franchezza: ora proseguire a diritto per 1250 km.  Diamo spazio al libero arbitrio e alla provvidenza !!!


Il nostro viaggio in realtà parte da un Firenze/Barcellona e via, in altri bellissimi posti che vi racconterò, insieme alle relative avventure culinarie, più avanti.
Comincio da Lisbona perché quando penso a quel "salto nell'iperspazio" in 11 giorni,  rivivo la sensazione di riappacificazione col mondo, quando in albergo (abbiamo scoperto solo dopo aver preso le camere che era "stato" il più bello) mi sono sentita come "in paradiso", grazie anche al metà prezzo del fuori stagione. E pensare che a vedere la porticina sulla strada e le scale dalle quali  era sbucato un portiere un po' stanco, stavamo per andarcene; chissà cosa ci ha attirato di questo posto del quale riuscivamo a mala pena a scorgere il giardino, sta di fatto che siamo saliti su e si!!! avevano 2 camere.

camera lisbona


Una buona dormita in un lettone a baldacchino moderno, intorno tutto legno, grandi finestre, il bagno di quelli che:  beh, voi andate pure, io ora riempio la vasca e mi fermo per un po'.
Poi colazione, in un giardino raccolto, sospeso sulla città, pieno di fiori, piante e divanetti; tavolini di varie forme e un meraviglioso buffet. Dal latte allo champagne, immaginatevi il possibile del salato e del dolce, e del conto. La colazione a testa veniva 37 euro! Mai rimpianto quei soldi.

giardino albergo lisbona

Come avrete capito non siamo rimasti molto in questa città davvero bellissima, ma abbiamo avuto la fortuna di poter contare sull'aiuto/guida di Cristina, amica di Lucia, che era in quei giorni, ospite da parenti ( lei é portoghese, ma nata in Mozanbico, parenti a Lisbona,e vive e Firenze). Con lei abbiamo visitato le "cose più importanti", lasciandoci comunque un minimo di spazio per bighellonare senza meta.......e per me di inseguire le inquadrature di un film magico, parlo di lisbon story, che ricordo quasi  a memoria.
E siccome tutti e cinque siamo buon gustai  (con Cristina, abile cuoca dilettante, stiamo parlando di una cena porto/mozambicana da proporre forse al ristorante), non potevamo non pensare ad una pappa godereccia, verso la zona del porto.
Ho assaggiato cose molto interessanti,  in particolare il baccalà  di cui vado ghiotta, cucinato in vari modi ma la cosa
che proprio mi ha rapito il cuore e ha contaminato per sempre il mio concetto di "budino" é il pasteis de Belem.

belem

Se non lo mangi non puoi capire, e non c'é descrizione, si possono rincorrere parole come: sublime, avvolgente, morbido,  pieno,  dolce, fragrante......inutile continuare, la soluzione é visitare una bellissima città, camminare per il rione di Belem, e disfarsi di pasteis.
Ok, la ricetta é supersegreta, ma su internet ne troverete moltissime, indicano l'uso della pasta sfoglia o fillo, diverse le proporzioni delle uova,  zucchero,  latte o acqua, della farina bianca, in una si riporta l'uso di quella di riso ma, io dovevo, volevo assolutamente provare anche semplicemente per accostarmi un po'... per riassaporare una suggestione...e cosi, col "beneplacido" di Gilberto, che non va pazzo per i dolci ma, ne aveva fatti fuori ben 3, ho impastato ipotesi di pasta frolla con ipotesi di riso, perché il "budino di riso" era la mia suggestione. Il risultato é giustamente altro e assai godurioso. Nel mio intento non c'era il desiderio di cucinare una copia ma, seguire l'unione di 2 incantamenti. Il pasteis di Belem é solo lui e cosi deve essere.

Il mio può essere solo il budino di riso dopo Belem. Se volete provare......
Per 12 tortine:

600 gr di latte di mucca o di riso
100 gr di riso originario
90 gr di zucchero semolato
50 gr di burro
3 tuorli
3 albumi
50 gr di panna
scarza di arancia - 1 baccello di vaniglia inciso, e/o cannella
un pizzico di sale

Per la pasta frolla:
400 gr di farina bianca 00
100 gr di maizena
250 gr di burro ammorbidito
280 gr di zucchero a velo
2 uovo
40 gr di noci tritate
un pizzico di sale

Far bollire il latte con sale, vaniglia e riso portandolo a cottura. Adesso aggiungiamo, mescolando, lo zucchero ed il burro e mettiamo a raffreddare. Se vedete che il riso sta diventando troppo asciutto, aggiungete latte!
A questo impasto uniamo i tuorli, la scorza di arancia, la panna e le chiare montate, avendo cura di mescolare dall'alto al basso per non smontare il tutto.
Per la frolla, una volta che il burro è ammorbidito, unire tutto il resto degli ingredienti e impastare velocemente, mettondo a riposare in frigo per 30 minuti.
Adesso imburriamo e infariniamo gli stampini, che andranno rivestiti con la frolla tirata a matterello, molto sottile, e riempiti con l'impasto.
Siamo alla cottura, il forno sarà a 175° per 30 minuti, e saranno cotti quando prenderanno colore e la pasta al tatto sia croccante. Tenete presente che le dosi per la frollla sono abbondanti per 12 stampini, ve ne avanzerà un po' meno di metà......Biscotti!!!
al barpasteislisbonalucia bar

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Aprile 2011 13:43