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I DIVORATORI DI DIETE PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da barbara   
Martedì 21 Settembre 2010 13:00
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LA DIET-ETICA


Occuparsi un po' di diet-etica, per me significa non mettersi a fare un trattato su gli annessi e connessi al cibo e alle diete, (abbiamo svariate fonti di informazione e affidabili testi) ma cercare, da cuoca pensante, di suggerire possibilità di comportamento per andare verso quella che io chiamo: la cucina sostenibile.
Provo a dare una definizione di queste due parole che messe insieme esprimono un concetto ampissimo: il diritto, il rispetto, la laicità della fame e l'anima della gola!


Cioè: oltre le multinazionali, gli interessi di "quei pochi", l'assenza di tempo, il denaro sopra ogni cosa, le vertigini da chirurgo plastico, "una solitudine troppo rumorosa", i pro-to-tipi proposti di bellezza e felicità (?), le costosissime diete "a zona"(uso un termine calcistico, perchè sono proprio a zona, nel senso che "spopolano" in una parte del mondo) c'è la dignità di poter scegliere. E' difficilissimo, vanno superate quotidiane prove e trabocchetti e nessuno di noi ha un "flauto magico" (il riferimento alla merendina è del tutto volontario) che ci venga in aiuto, ma si può tentare, nei pertugi ancora consentiti, di passare e quando sia possibile, ricordarsi che siamo altro e mangiamo altro.
Mangiare in questo caso non è riferito solo al cibo, si mangiano libri, dischi, cd, tramonti, sorrisi, paure, desideri, volontà, possibilità, speranze e affetti. Si mangia quello che si può.  Poi c'è chi divora..........
E se cominciassimo a fare un pò di pulizia, ad eliminare  il "superfluo" inteso come un consumo che non ci serve, che non ci da nè piacere nè prestigio?. E se cominciassimo a fare a meno di tutti quei prodotti che ci distruggono la vita da ogni punto di vista (etico, salutare, morale, educativo, affettivo, alimentare)?. E se invece di guaradare alla televisione fare da mangiare, CUCINASSIMO? E se invece di spendere soldi in pasticche brucia ciccia, dedicassimo una parte di un giorno alla settimana per prerarare cibi anche da surgelare? E se apparecchiando la tavola provassimo ad "apparecchiare" anche il corpo, prima dentro e poi fuori?. E se in questo sopruso ALIMENTARE MONDIALE provassimo ad essere più gentili?  E se continuassimo o cominciassimo a far cadere "quelle bricioline di pane" per ritrovare la strada .......del mondo?
Ovviamente non segue una ricetta ne tantomeno una dieta alimentare ma la consapevolezza che parlare di cibo aiuta a parlare di molto altro.



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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Ottobre 2011 12:19