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NESPOLE FARCITE DI RICOTTA E CREMA PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da Barbara   
Venerdì 13 Maggio 2011 13:40
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...bruciata con i pistacchi

 

Che offrire un rametto di nespole all'amata, fosse un gesto carino, perchè rappresentava la "virtuosità femminile", può risultare interessante, così come scoprire che la parola nespola ha un rimando quasi sempre sgradevole  (un pesante imprevisto, una spesa inaspettata e persino "prendere un sacco di nespole", nel senso di botte).
O incontrare "modi di dire" che ne riscattano la cattiva nomea: "tempo e paglia, maturano anche le nespole". Cioè, con pazienza e perseveranza si può ottenere tutto. E ricordare che prima di avere un lungo periodo nel quale è stata completamente dimenticata, fungeva da segnale per le stagioni, essendo il nespolo il primo a fiorire e con i frutti sempre ultimi a maturare...: "Quando vedi la nespola e tu piangi/ ch'ella è l'ultimo frutto che tu mangi".
Comunque vada questo frutto, che sia germanica (comune) o giapponese (che forse viene dalla Cina), si contende a pari merito con le giuggiole, un po' dei più bei ricordi della mia infanzia. Certo, questo parlando solo a proposito della frutta, che fortunatamente ne ho tanti di ricordi......passati e presenti. Che la parola ricordo, non è per me così legata al concetto di tempo, ma più all'accorgersi del piacere e della bellezza che si impara e che ci tatua i sensi.



Così, vi racconto come sto facendo questo dolce, cominciando dalla crema:


2 uova intere
30 gr. di farina bianca
500 gr. di latte
200 gr di zucchero
1 baccello di vaniglia o l'estratto
300 gr di ricotta di pecora

 

Si procede come fare una qualsiasi crema pasticcera, battendo le uova, la farina e lo zucchero in una bastardella che poi andrà sulla bocca della pentola allestita per il bagnomaria. Il latte dove avrete fatto sobbollire un baccello di vaniglia inciso, per sprigionare il sapore  (o solo scaldato se usate l'estratto che unirete alla fine), lo metterete a filo aiutandovi con la frusta. Una volta pronta e stiepidita, si copre proprio a contatto, con della pellicola per alimenti e si mette a freddare in frigo prima di mescolarla alla ricotta.

Ora potete procedere in due modi:
1 - sbucciare le nespole, tagliarle a metà, togliere i noccioli (tenetene 12 per fare il liquore) e la pellicina bianca che trovate nell'incavo, riempirle di crema,  spolverare di zucchero di canna, bruciare e cospargere di pistacchi tritati (meglio passare un poì di limone sulla frutta che tende ad ossidarsi velocemente)


2 - preparare uno sciroppo con 1 litro di acqua e 750 gr di zucchero, tenendolo sul fuoco medio finchè non si appena denso al tatto e lasciatelo raffreddare. Sbucciate come sopra le nespole ma lasciandole intere e tenerle immerse nello sci

roppo, coperte con la carta forno. Al momento di usarle, scolatete, aprilete e .....tutto come sopra. Questa delicata "sciroppatura" le mantiene di più, evita l'ossidazione e ne abbassa appena l'acidità.

Prima vi  ho suggerito di tenere da parte 12 noccioli di nespola per confezionare un liquorino......
12 noccioli
12 nespole fresche
600 gr di zucchero semolato

1 litro di alcool a 90°

In un vaso a bocca larga e a chiusura ermetica mettete le nespole lavate e asciugate, aperte e private dei noccioli, questi ultimi ridotti quasi a poltiglia e l'alcool. Chiudete ermeticamente e lasciare macerare per 2 giorni.
Fate bollire, mescolando bene, lo zucchero e 4 bicchieri di acqua e quando è raffreddato completamente, versarlo nel vaso, chiuderlo e agitarlo energicamente, lasciando riposare per altri 2 giorni. Versare in un altro recipiente, usando un colino, tutto il liquido e i frutti schiacciati bene. Rimettete il liquore nel vaso, sempre chiuso e lasciare depositare per 24 ore.
Ci siamo quasi:  filtrare nuovamente, imbottigliare, tappare.......e consumare dopo.......fate passare almeno 20 giorni anche se 2 mesi, sarebbe il suo tempo.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Aprile 2012 12:30