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FINOCCHI E ARANCE CON SARDE FRITTE IN BECCAFICO PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da Barbara   
Venerdì 14 Gennaio 2011 01:15
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18 anni

sarde

Avevo poco più di 18 anni quando, nella casa di campagna sopra Greve in chianti dove vivevo con altri ragazzi e ragazze, spesso in ristrettezze economiche come si conviene a molti studenti, ci trovammo con le "derrate alimentari: (pasta-pane-pomodori) praticamente a 0. Qualche frutto, alcuni messi davvero male e qualche finocchio stanco. Non son mai stata una che si arrende ma, a volte lo scoramento prende il sopravvento e fu così che Gianni, vedendomi svogliata e rinunciataria, si infilò in cucina promettendoci un pasto decente.......Apparecchiammo la tavola a modino, io speranzosa.....gli altri non so, e dopo 10 minuti dalla cucina arrivarono: una bottiglia di barolo del 64 (eravamo inizio 1977) che Gilberto e Guido avevano "preso" in prestito, alleggerendo la cantina del padre torinese di quest'ultimo ed il vassoio della mia nonna con un'insalata strana. Le arance a fette aggiustate ad arte tra ciuffi di finocchi tagliati fini, tutto condito con olio, acciughe, sale e pepe, mi provocarono solo allo sguardo, un immediato disgusto. Non lo so perchè, non c'è quasi niente che non mi piaccia, mangio tutto con piacere ma quel' insalata non la volevo proprio assaggiare.........quando si dice i condizionamenti psicologici !!! "Barbara è buonissima, cos'è che non ti va? non lo so, questi ingredienti mi piacciono tutti ma.......le arance salate, col pesce.......Ok, provo.
Non credo che sia stata solo la fame a spingermi verso questi orizzonti sconosciuti, comunque sia la scoperta del' "insalata palermitana"  è stata decisiva per capire che: avrei assaggiato sempre tutto eliminando ed elaborando ogni preconcetto di sorta per liberare la mente e il corpo da barriere senza senso.
Della magica bottiglia di vino, consumata in un abbinamento improbabile, ricordo solo un gran bruciore:  non bevevo vino, o almeno abbastanza poco e non ero abituata, ma ricordo le facce estatiche dei "bevitori" che prendendomi in giro, mi dicevano: crescerai........ Ebbene si, ormai cresciuta, ma senza diventare troppo adulta e pronta per la mia versione profumata e "marina" di 2 preparazioni meridionalissime, vado ai fornelli.

Sarde (3 a testa)
trito: salvia-rosmarino.pinoli-uvetta rinvenuta in acqua tiepida
olio per friggere
Pastella: farina bianca- farina di grano duro-maizena-acqua-vino bianco-sale e pepe
2 arance
2 finocchi
olio extravergine
2 acciughe dissalate
olive nere

Pulite le sarde ricavandone 2 filetti a pesce.  Asciugatele e, con la pelle verso il basso, adagiate in mezzo il trito e rotolatele su se stesse ottenendo una "girella" che chiuderete con uno spiedino di legno (o stuzzicadenti lungo). Preparate la pastella (qui) immergete le sarde friggendole in abbondante olio bollente. Una volta scolate e salate, accompagnate  con un'insalata di finocchi tagliati sottili e arance pelate a vivo e tagliate a loro volta, qualche oliva nera a pezzettini, condita con l'olio nel quale abbiamo fatto sciogliere le acciughe. Manca solo la vista del mare.......chiudete gli occhi......l'autoconvinzione potrebbe funzionare.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Febbraio 2011 18:39