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CASTAGNETO CARDUCCI PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da barbara   
Domenica 05 Settembre 2010 22:21
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IL POMODORO DI MARIO

 

A Castagneto Carducci la mia amica Federica ha una bella casa, intorno moltissimi olivi, di sotto il fattore: Mario.
Ottant'anni portati assai bene, una gran tempra e ….cervello fino....Ci siamo trovati subito in gran sintonia, la sua voglia di giocare ancora e di raccontare e di emozionarsi per i frutti della terra , della donna e dell'uomo hanno trovato in me “terreno fertile”.
Il suo orto è tenuto come un giardino, rigoglioso, rispettoso, assolutamente biologico come gli alberi da frutta tutt'intorno. Non ci posso andare spesso ma almeno una volta l'anno, fine luglio o agosto ci passo 4 o 5 giorni.
Quando arrivo è una festa ma discreta, come se non me ne fossi mai andata. E pensare che la seconda volta che mi ha visto (pulivo i cacchioni degli olivi e zappettavo un pezzo di terra) mi ha detto: Barbara , ma perchè non vieni a vivere qui, ad occuparti un po di questa terra, ti insegno quello che so; caro Mario, non posso ho già una cucina di cui occuparmi altrimenti.....verrei di sicuro ma sono molto fiera di questa proposta!


Allora Mario tutte le mattine, come dico io, col chicchirichi del gallo, andava nell'orto e ci lasciava sulla tavola dell'aia dei “doni culinari ” Fiori di zucca, baccelli, insalatine, pere, susine, fichi e una volta …..IL POMODORO.

 

pomodoronefiori zucca

Era qualcosa che, se poteste immaginare il profumo..........ma l'ho fotografato, per farvi render conto di quale gioiello si era privato!
Allora via in cucina, i fiori tutti fritti, a farsi male e bene insieme, baccelli e insalatine va da se....il pomodoro nell'unico vassoio condito con aglio, sale, basilico e un olio buonissimo, con le pere e le susine ho fatto una specie di mostardina cuocendole con vino bianco cannella, ginger, senape in polvere e zucchero. I fichi, a marmellata da colazione e quando Mario ha visto che non la passavo, non toglievo i semini, mi ha sorriso a sole aperto dicendomi: sei dei nostri.
Questo “titolo” ha fatto si che Mario, mi rivelasse tutti i racconti, le poesie e gli stornelli che ricorda perfettamente a memoria, e sono davvero moltissimi.
Ve ne scriverò uno anche se paragonare una serata a tavola a super km 0 (a parte una serie ovvia di cose) un po' defilati dai duplici filari, mangiando bellezza è difficile da de-scrivere.

 

 

Ho fatto un sogno

e mi pareva di tanto che era bello di sognare                 

s'avevan l'ali

tutt'e due s'avevan

e si volava laggiù rasente al mare

guardando dentr'a l'acqua si vedevan perle rubini

e tante cose care

e un delfino parlante ci diceva

ne volete?

O veniteli a pigliare

te non volevi ma io ti ho detto

lasciami fare ne piglio una manata e smetto

distendo la mano tale e quale

destinaccio maledetto

o non mi sveglio

l'avevo infilata dentro l'orinale

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Ultimo aggiornamento Domenica 16 Gennaio 2011 16:24