Benvenuti nel sito del Ristorante

- aperto - open 19.30 - 01.00 - closed on the sunday - chiuso domenica - (aperto a pranzo soltanto con prenotazione per gruppi, anche piccoli)

Ristorante Enoteca

Firenze Centro Storico

Piazza di Cestello 3/r
Firenze

paneevino@yahoo.it

0552476956

p.iva 03600610483

MOUSSE DI CIOCCOLATO FONDENTE E SALE GROSSO PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da Barbara   
Mercoledì 26 Gennaio 2011 00:22
AddThis Social Bookmark Button

tempo di ribadire dignità e bellezza

Alle loro bocche ormai deformi, date  in pasto qualcos'altro, qualcosa che non sia né il nostro nome, né il corpo rimodellato, imbrattato, pagato e sezionato. Nella nostra storia, non c'è più posto per l'indecenza morale........ Alla nostra "tavola" non si consuma....... si ascolta, si ride, si annusa, si beve, si assaggia, si parla, ci si conosce, si ricorda e si indovina; ci si consiglia e ci si scambiano segreti......... Il nostro desco ci trova "apparecchiate" come noi lo desideriamo, a misura di umano......con umane misure, piaceri, espressioni, tempi e  tentativi per nuovi peccati di gola. Peccati di gola come segni d'amore.
Così é la ricetta che accompagna la visione di questo video. L'idea  ha  cominciato a prendere forma  l'11 di gennaio, cioè 2 giorni prima della presentazione del calendario di Oliviero Toscani (12 pubi per pubblicizzare il consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale) che è avvenuta a Firenze. La  voglia era di non "lamentarmi" ma di mettere lui e tutti gli altri (i portatori della fine della nostra cultura e delle continue offese) alla berlina e questo video è un sberleffo e insieme la testimonianza di un patrimonio comune enorme.



E nel mio cercare nuovi laici peccati di gola mi son trovata all'inizio  combattuta nel mettere insieme ingredienti apparentemente distanti: cioccolato, olio e sale ma, in verità, fin da piccola adoravo la nutella spalmata sui biscotti anche salati, così come impazzivo per pane-burro-acciuga accompagnato da un tè dolcissimo.......e allora che aspettate? Fidatevi, questo dolce è davvero "illuminante.
Mousse di cioccolato fondente e sale grosso per 6/8 coppettine:
100 gr di cioccolato fondente
30 gr di olio extravergine
70 gr di zucchero semolato
un pizzico di sale fino
3 tuorli+ 3 albumi
cristalli fior di sale
Sciogliete il cioccolato (più buono è......) a bagnomaria con l'olio e sale. Lavorate con la frusta lo zucchero e i tuorli fino ad ottenere una crema quasi bianca e spumosa, unite il cioccolato e l'olio ormai sciolti e incorporate le chiare montate mescolando dall'alto verso il basso. Riempite le coppettine e conservatele in frigo, fino al momento di servire. Portate in tavola decorando con 3/4  cristalli di fior di sale.

A proposito del: PASTO NUDO,  se non l'avete letto...........

Quantcast

wb_001.jpg“Niente è vero. Tutto è permesso”

Pubblicato nel 1959, sotto l’uso di droghe, alcool e l’incoraggiamento dei due amici Kerouac e Ginsberg (gli altri due pilastri della beat-generation), questo libro è un lasciapassare per l’inferno a disposizione di tutti.
Scritto in buona parte con una tecnica anticipatoria del cut-up (estremizzazione del concetto di destrutturazione verbale, caratterizzato dal rimontaggio di un testo in modo apparentemente caotico e visionario fino a generare un effetto allucinatorio e costringere il lettore a ricollegare in modo sensato frasi e parole, se non addirittura capitoli), affronta temi quali la morte, il cancro, la droga, la pena capitale, il controllo delle menti, senza che vi sia una trama, solo qualche personaggio-simbolo ricorrente (il crudele dottor Benway) che ci guida in un caleidoscopico mondo di orrore e violenza così alienato e ripugnante da risultare ad oggi insuperato.
La volontà politica di Burroughs di denunciare i soprusi del potere, della lobby medica, dei moralisti sessuali e i danni della droga, nonostante egli stesso ne avesse sperimentato di ogni tipo, lo indusse a scrivere un libro caustico col fine di demolire visivamente l’artificiosa apparenza di un mondo incatenato e reso schiavo, di cui lui vuole mostrare l’abissale degenerazione.

Tra città ai confini del mondo reale (Annexia), dimensioni solo mentali (Interzona) e mostri che si nutrono di carne liquefatta, il lettore viene trascinato in una dimensione così allucinata e spaventosa che puo’ sentire il rumore dei suoi schemi mentali mentre vengono frantumati da una scrittura frenetica in cui spesso la punteggiatura è eliminata per lasciar sfogo ad un flusso ininterrotto di visioni annichilenti.
Processato per oscenità, questo libro divenne il punto di riferimento per una generazione che rifiutava il concetto di Sistema in ogni sua forma.
Il pasto nudo è l’istante raggelato in cui si osserva quello che rimane sulla forchetta.
E Burroughs decise di usare le parole come tante forchette da piantare negli occhi e nel cervello dei lettori, per svegliarli od ucciderli, se non avessero sopportato questa febbrile descrizione della realtà.
Ginsberg lo definì un romanzo sconfinato che avrebbe fatto perdere la testa a tutti, mentre Norman Mailer, durante il processo, lo definì “un semplice ritratto dell’inferno, è una visione di come l’umanità agirebbe se fosse completamente separata dall’eternità“.
Un’umanità che non rivolge mai lo sguardo verso l’alto se non per esalare l’ultimo rantolo di una vita massacrata dalle macchine di tortura fisica e mentale che il sistema ha posto intorno a noi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Gennaio 2011 01:34