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il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
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PESTO MANDORLE E SALVIA PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da Barbara Zattoni   
Lunedì 06 Giugno 2016 10:18
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La specie che siamo abituati ad usare per aromatizzare le nostre pietanze è la Salvia officinalis o salvia comune, una specie perenne originaria dell'Europa delle zone a clima mite. Le migliori sono quelle delle cime e non devono essere lavate ma strofinate con un panno umido.

Il suo nome deriva dal latino salvus «sano, salvo» o "salus «salute» che stanno ad indicare le sue virtù come pianta curativa attribuito dai romani alla S. officinalis. La Scuola Medica di Salerno, una delle più famose del medioevo, depositaria

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:35
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FALAFEL PDF Stampa E-mail
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Scritto da Barbara Zattoni   
Venerdì 20 Maggio 2016 10:27
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Falafel.  All’unisono risponderebbero da Tel Aviv a Gerusalemme insieme ai quartieri della Grande Mela come Crown Heights, cuore ebraico di Brooklyn, e ovunque nel mondo ci siano comunità ebraiche. Come anche dal Cairo, a Beirut o a Ramallah, visto che anche egiziani, libanesi e palestinesi rivendicano la paternità di queste irresistibili polpette vegetariane, ora tonde, ora schiacciate, a base di ceci (o fave) tritati, con coriandolo, aglio e cumino, accompagnate o meno da hummus e tahini, immancabili nella serie di antipasti nota come mezé e come spezzafame nell’iftar, il pasto rituale che dopo il calar del sole interrompe il digiuno del Ramadan. Il Vicino Oriente mediterraneo ne è dunque la culla storica. Qualche accenno, visto le incertezze sull'origine del nome: potrebbe derivare dall’arabo fal? fil, plurale di filfil, e cioé pepe, con

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:35
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RAGU' DI BACCELLI PDF Stampa E-mail
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Scritto da Bar   
Domenica 20 Marzo 2016 12:06
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Più che una ricetta, un gioco toscanissimo. pecorino e baccelli. Da questa "consuetudine" ne esce il piatto CUCINATO: flan di pecorino con ragù di baccelli o fave che dir si voglia. Ricordando di leggere la minestra di bucce di baccelli che ancora una volta vi suggerisco di provare, procedete così:

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:36
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MAZZANCOLLE PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da Barbara Zattoni   
Mercoledì 13 Gennaio 2016 22:35
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MAZZANCOLLE

o gamberi reali

 


 

Sono due crostacei molto simili nella forma e nel sapore. Entrambi hanno un bassissimo contenuto di grassi e quindi un basso apporto di calorie ma sono ricchi di sostanze nutritive come fosforo, calcio, ferro, sodio e vitamine A, B (tiamina) e C.E tutto ciò ci piace assai.

La polpa è delicata e richiede brevi tempi di cottura. Ottime alla griglia, saltate in padelle intere col guscio; sgusciate, impastellate e fritte, oppure arrotolate in fette di lardo o prosciutto dolce e anche per un sontuoso risotto.

Nelle ultime tre prepazazioni ai crostacei va tolto il carapace (il guscio), questi ultimi vanno lessati insieme a sedano, cipolla o porro, prezzemolo e alloro per allestire un brodo di pesce che servirà per gli "involtini" o per cuocere il riso.

 


Per le mazzancolle in padella basta pochissimo: padella con poco olio evo, aglio, salvia e rosmarino. Una volta scaldato l'olio mettete gli aromi e poco dopo aggiungete il pesce. Due minuti per lato basteranno, sfumate con vino bianco, fate rapprendere e servite con una bella spolverata di pepe.

Per gli involtini procuratevi lardo o prosciutto crudo dolce e con mezza fetta avolgete uno per uno le mazzancolle sgusciate e allestite in una pentola a fuoco allegro il brodo di pesce con i carapaci e gli aromi. Per pulire le mazzancolle togliete la testa e aprite delicatamente gli anelli che formano il guscio, scoprite la coda e sfilala. Per eliminare facilmente il filamento nero intestinale aiutatevi con la punta di un coltellino.

 


Quando i gusci nel brodo ormai ristretto, saranno ben sfatti passate il tutto al passaverdure; ora mettete sul fuoco vivace la padella con olio e aglio, una volta rosolato aggiungete i vostri involtini (se fate un giro di lardo o altro non importa fermarli con lo stuzzicadenti) cuocete due minuti da ambo le parti, sfumate con vino bianco e lasciate evaporare. E' il momento di aggiungere il brodo e di alzare la fiamma. Togliete le mazzancolle e addensate la salsa con poca maizena sciolta in poca acqua fredda. Sistemate il pesce su vassoio o piatti, irrorando con sugo. Ottimo con contorno di carciofi o crudità di verdure accompagnate da cous cous o quinoa...

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Gennaio 2016 23:29
 
CACIUCCO PDF Stampa E-mail
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Scritto da Barbara Zattoni   
Martedì 12 Gennaio 2016 17:51
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DAL CACIUCCO CON 4 C A QUELLO CON 5 ALLA ZUPPA DI PESCE

 


 

I Livornesi usano Cacciucco, un sacco di c rafforzative a sottolineare la padronanza dell'argomento invece a Viareggio....e così potrei spaziare all'infinito, uscendo dai confini geografici al canto di:... ZUPPE DI PESCE DI TUTTO IL MONDO...

Quello che invece preme dire, a chi rivendica le differenze è che il Cacciucco è un umido di pesce e non una zuppa. Con questo pongo fine a qualsiasi questione di "orgoglio" e vi consiglio prima di cucinare questa od altre ricette l'ascolto di CACIUCCO BLUES, dei mitici Gatti Mezzi.

Scrivo qui gli ingredienti per 4 persone "normali", ma siete voi a conoscere le bocche dei vostri commensali.

 


 

1/2 kg di pesce da brodo ( pezzetti vari tra nasello, razza, spada, ma anche lische di sogliola e altro...chiedete di

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:36
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Biscotti di Prato PDF Stampa E-mail
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Scritto da Barbara Zattoni   
Lunedì 04 Gennaio 2016 18:47
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BISCOTTI DI PRATO (con e senza glutine)

 

 

Non potevo non dedicare un'immagine al mandorlo, albero di fiori e frutti antichi e pieni di simboli e racconti. A voi cercarli se ne avete voglia; intanto procuratevi delle mandorle belle, sane, ciccione e con buccia per preparare questa vecchia, povera, famosa ricetta di biscotti. Io, come sempre vi scrivo un po' di storia:

va detto che i “biscotti di Prato” – con le mandorle e l’uovo, tagliati in tralice – non sono nati a Prato e che non esiste “la” ricetta dei “biscotti di Prato”, ma infinite varianti sul tema, a seconda dei gusti e delle mode. Va detto anche da tempo “cantucci” e “biscotti di Prato” sono termini spesso usati per indicare la stessa cosa, cioè sono diventati sinonimi.

 

 

Per fare un po' di ordine dirò che i “cantucci” (che vantano una storia antica di impasti simili al pane, con aggiunta di anice o finocchio, cotti in forno, tagliati in maniera obliqua e rimessi in forno a biscottare, perché destinati a durare più a lungo ) oggi sono quasi scomparsi  (potremmo considerare loro discendenti le attuali fette biscottate), mentre i “biscotti di Prato”  si trovano ovunquei sia a livello artigianale che nella grande distribuzione e spesso ribattezzati con nomi di fantasia. Come

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:37
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STRACCETTI DI VITELLA CON CARCIOFI PDF Stampa E-mail
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Scritto da Barbara Zattoni   
Martedì 17 Novembre 2015 18:54
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Siamo di nuovo nella stagione dei miei amati carciofi e ne approfitto per darvi indicazioni di pulitura ed una ricetta veloce ma di impatto. Ho indicato la vitella ma potete usare tranquillamente altri carni. (manzo, tacchino, pollo)

 

 


Il carciofo una volta tagliato scurisce molto velocemente a contatto con l'aria. Meglio immergerlo in acqua acidulata con spicchi di limone. C'è chi preferisce utilizzare un paio di guanti per non annerire le mani ma in questo caso può esser d'aiuto sfregarle con una fetta di limone e sciacquare con acqua fresca corrente.
Cominciate eliminando le foglie dure più esterne, fino ad arrivare al cuore tenero e chiaro. Adesso tagliate le punte del carciofo a circa metà altezza utilizzando un coltello a lama liscia, procedendo in obliquo (dalla metà verso la punta) girando tutto intorno. Questo per non sprecare parti tenere che con un taglio netto andrebbero perse.

 

Ora passiamo al gambo, potete tagliarlo completamente alla base del carciofo o lasciarne circa 5 cm, avendo cura di eliminare lo strato più esterno, coriaceo e amaro. A questo punto tagliate il carciofo a metà e rimuovete la peluria interna con un coltello a punta arrotondata, oppure l'estremità di un pelapatate appuntito. A seconda della preparazione tagliarli in due o in quattro parti. Appena affettati tuffare gli spicchi di carciofo nell'acqua acidulata con il limone.

 


 

Adesso andiamo a preparare la nostra ricetta: (indicativamente 150 gr di carne e un carciofo a testa)

 


 

Scaldate l'olio con l' aglio in una padella su fuoco moderato, aggiungendo i carciofi tagliati a fettine (ogni metà in 4 parti) lasciate cuocere, per circa 5 minuti. Togliete lo spicchio d'aglio e tenerli da parte.

 

In una seconda padella versate poco olio evo e un tocchetto di burro, unite la vitella (noce o rosetta) tagliata a straccetti e infarinata. Fate rosolare a fuoco vivo, girandoli velocemente. Bagnate con il vino bianco e continuate a cuocere fino a che non sia evaporato. Unite i carciofi cotti e regolate di sale e pepe. Una grattata di scorza di limone o ginger e del prezzemolo finemente tritato sarebbero graditi.


 

Aggiungete un romaiolo di brodo di verdura o acqua se desiderate un po' di sugo. Avendo di base del burro e della farina (besciamella) risulterà naturalmente legata.

 



 




Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:40
 
Crespelle di quinoa (e non solo) PDF Stampa E-mail
il blog di barbara - la cuoca di Pane e Vino
Scritto da Barbara Zattoni   
Domenica 11 Ottobre 2015 16:06
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Quinoa in "fermento"

 


 

 

L'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), ha dichiarato di essere il 2013 Anno Internazionale della Quinoa. Questa "madre di tutti i semi" ci arriva dal Sudamerica e il fatto di essere diventata così di moda, così gettonata, giustifica (?!) il prezzo non proprio equo e le trasformazioni (non per forza positive) che stanno avvenendo nelle terre di antica produzione. Di questo "super cibo", questo "grano de oro" potrete trovare molto da leggere. Qui riassumo le principali informazioni.

La quinoa è una pianta erbacea (La varietà più diffusa coltivata è la Real) che fruttifica in un panicolo contenente piccoli semi, abbastanza simili a quelli del miglio, ampiamente utilizzati dall'uomo a scopo alimentare.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/quinoa.

Pur avendo caratteristiche nutrizionali molto simili a quelle dell'avena, dell'orzo, del frumento, del mais, del miglio, del riso ecc., non è un cereale: questi ultimi appartengono infatti a una famiglia differente, quella delle Poaceae (comunemente detta Graminaceae). Dal punto di vista botanico, la quinoa è molto più affine all'amaranto, alle barbabietole, agli spinaci e ai

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2017 18:42
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